La cosiddetta luna rossa, in astronomia, è un fenomeno ottico per cui la Luna, anziché apparire nel cielo terrestre con il suo colore naturale, ovvero grigio-chiaro, appare di un colore ramato, che può variare tra il giallo-bruno e il rosso fuoco mattone.
Il fenomeno è causato dalla diffusione di Rayleigh della luce solare da parte dell’atmosfera terrestre e la sua percezione è amplificata dalla rifrazione atmosferica. Si verifica al sorgere o al tramontare della Luna e durante le sue eclissi.
Quando la luce solare attraversa l’atmosfera, i suoi fotoni possono interagire con le molecole dei gas che la compongono o con altre sostanze in sospensione come l’umidità e gli inquinanti. Il fenomeno prevalente è la diffusione di Rayleigh, che determina la dispersione del fotone in una direzione qualsiasi. La probabilità di una interazione aumenta con la lunghezza dell’atmosfera attraversata, con la densità del fluido (e quindi sia con la minor quota sia con la maggiore presenza di umidità o di inquinanti) e con la minor lunghezza d’onda della luce. Quest’ultima dipendenza è molto significativa perché l’intensità della luce diffusa è inversamente proporzionale alla quarta potenza della sua lunghezza d’onda.
Quando un oggetto luminoso per esempio le stelle, è sufficientemente al di sopra dell’orizzonte, la sua luce proviene dall’alto e lo spessore di atmosfera attraversata è piccoloː la diffusione, allora, riguarda soprattutto la luce con minore lunghezza d’onda, cioè quella più vicina al violetto. Per questo motivo, cioè per il poco impoverimento del suo spettro, la luce diretta proveniente dagli oggetti celesti alti sull’orizzonte appare di colore chiaro, fra il bianco e il giallo. I fotoni dispersi, invece, determinano il colore azzurro del cielo terso. Questo colore è dovuto anche alla maggiore sensibilità dell’occhio umano alla frequenza del colore blu e quindi alla minore capacità di percepire il violetto e alla totale incapacità di vedere lo spettro ultravioletto.
Quando invece, una sorgente luminosa è bassa sull’orizzonte, non solo la porzione di atmosfera attraversata prima di giungere al nostro occhio è più lunga e più densa, ma anche è più probabile la presenza di pulviscolo e di goccioline di vapore acqueo. In pratica tutte le frequenze più elevate vengono diffuse e il raggio luminoso risulta composto solo da fotoni la cui frequenza è prossima al rosso. Per questo motivo, ad esempio, il Sole appare rosso all’alba e al tramonto.
sono un gruppo di rilievi collinari di origine vulcanica, creati dai coni o dalle colate laviche dei vulcani, caratterizzati da forme e altezze quanto mai eterogenee, che sorgono, pressoché isolati, sulla pianura veneta centrale, a sudovest di Padova, occupando un’area dal perimetro approssimativamente ellittico di quasi 22 000 ettari[1], tutelato dal Parco regionale dei Colli Euganei che, istituito nel 1989, divenne il primo parco regionale del Veneto. Nel 2024 furono inseriti nella lista UNESCO delle Riserve Mondiali della Biodiversità.
Il clima dei Colli Euganei è condizionato dalla loro orografia: i versanti esposti a sud godono di un maggiore soleggiamento rispetto a quelli posti a nord. Sui Colli è inoltre meno accentuato il fenomeno dell’inversione termica notturna rispetto alla pianura. Di contro però, sui Colli Euganei vi è maggiore ventilazione e minore umidità: ciò grazie all’altitudine ed anche alla scarsa urbanizzazione, che lascia molto spazio alle aree verdi che rinfrescano notevolmente la zona.
L’autunno è fresco e piovoso e col diminuire delle ore di luce la natura si tinge di colori accesi. In inverno I colli presentano un clima leggermente meno rigido rispetto alla pianura; tuttavia spesso vengono raggiunti da venti molto freddi che incanalano, tra valli e conche, cuscini di aria fredda persistenti che portano temperature di diversi gradi sotto lo zero e notevoli gelate. Da notare inoltre che, nonostante la modesta altitudine, i Colli Euganei ricevono spesso considerevoli precipitazioni nevose. La primavera presenta ancora recrudescenze invernali ma, con l’avanzare della stagione, le temperature si fanno miti e la natura rinasce, sfoggiando colorazioni disparate. In estate la temperatura è elevata seppur mitigata dall’altitudine e da un modesto tasso di umidità. La calura è spesso attenuata da temporali che possono anche risultare particolarmente violenti e portano forti raffiche di vento, piogge consistenti ed intense grandinate.
La formazione collinare euganea è compresa quasi interamente nell’omonimo parco regionale, appartenente alla Provincia di Padova, fatta eccezione per il Monte Santo di Lovertino, il Colle di Albettone e il Colle di Lovolo, che rappresentano la propaggine più occidentale del gruppo e ricadono in Provincia di Vicenza.