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La malaria è una malattia infettiva causata da un protozoo, parassita del genere Plasmodium, che si trasmette all’uomo attraverso la puntura di zanzare del genere Anopheles. Le zanzare infette sono dette “vettori della malaria” e pungono principalmente tra il tramonto e l’alba.
Occasionalmente, la trasmissione avviene per trasfusione di sangue, trapianto di organi, condivisione di aghi o verticalmente dalla madre al feto.
La malaria è uno dei principali problemi di salute pubblica mondiale, causando 350-500 milioni di infezioni in tutto il mondo e circa 1 milione di morti all’anno.
I neonati, i bambini sotto i 5 anni, le donne in gravidanza, i viaggiatori e le persone affette da HIV o AIDS sono a maggior rischio di infezione grave.
In Italia è scomparsa a partire dagli anni ’50 e i casi di malattia che si verificano, comunque, ogni anno nel nostro Paese sono legati principalmente ai turisti che rientrano da paesi interessati dalla malaria e all’immigrazione da tali Paesi o al trasporto involontario di zanzare infette da aree endemiche.
Esistono cinque specie di parassiti che causano la malaria negli esseri umani e 2 di queste specie – P. falciparum e P. vivax – rappresentano la minaccia maggiore. P. falciparum è il parassita della malaria più mortale e il più diffuso nel continente africano. P. vivax è il parassita della malaria dominante nella maggior parte dei paesi al di fuori dell’Africa sub-sahariana. Le altre specie di malaria che possono infettare l’uomo sono P. malariae, P. ovale e P. knowlesi.
Nelle zone endemiche non sono rare infezioni “miste”, con contemporanea presenza di plasmodi di tipi diversi. Si sono anche verificati casi di malaria umana dovuti al Plasmodium knowlesi, una specie che causa la malaria nei primati non umani ed è localizzata in alcune aree forestali del Sud-Est asiatico.
La trasmissione richiede un ospite intermedio, la zanzara anofele, che si trova in tutto il mondo. Dopo l’esposizione (una puntura di zanzara infetta) il periodo di incubazione varia nella maggior parte dei casi da una a quattro settimane. A seconda della specie di Plasmodium coinvolta sono possibili periodi di incubazione molto più lunghi. La malaria non si diffonde da persona a persona.
L’intensità della trasmissione dipende da fattori connessi con il parassita, con il vettore, con l’ospite umano e con l’ambiente.
Circa la metà della popolazione mondiale è a rischio di malaria.
Specifici gruppi di popolazione a rischio includono:
A causa dell’elevato numero di casi importati in Europa, la malaria è principalmente un problema di medicina dei viaggi. Tuttavia, il termine “malaria aeroportuale” viene talvolta segnalato in relazione al trasporto involontario di zanzare infette da aree endemiche.
Per approfondire consulta:
Data di pubblicazione: 17 giugno 2015 , ultimo aggiornamento 10 aprile 2024